Gioca e impara con noi !

Il Covid 19 ha stravolto la vita di tutti, nessuno escluso. Noi genitori ci siamo trovati alle prese con i nostri figli 24h su 24 e ci siamo fatti tantissime domande. Nel web sono nati come funghi i gruppi e le iniziative più disparate volte a promuovere attività e lavoretti di ogni tipo da proporre ai bambini di tutte le età. Io personalmente, dopo una fase iniziale di smarrimento ho cercato di rimboccarmi le maniche e rendere più interessante il tempo che trascorrevo in casa con mio figlio.

Sui social con grandissimo piacere ho “conosciuto” alcune mamme curiose di capire cosa “avevo messo in piedi” in casa nostra, così, oggi, mi sono decisa a condividere il primo percorso che abbiamo affrontato insieme, Amedeo ed io. Prima di iniziare, ma prima di stancarvi troppo, voglio solo premettere che io sono contraria a tutto ciò che è “anticipatario”, alla prescolarizzazione, alla prescrittura ecc. ecc. ma sono pro posticipo di tutto quanto si possa far posticipare ad un bambino, seguendo semplicemente la sua curiosità ed il suo sviluppo naturale. Altra premessa che voglio fare è che, la “giornata tipo” di mio figlio a casa si compone del 80% di gioco libero e del 20% di attività più strutturate, tra le quali quelle che vi illustrerò qua sotto.

In rosso trovate le considerazioni pedagogiche su questo percorso a cura di Ginestra.

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Amedeo ha 4 anni. Al momento non è minimamente interessato alle lettere dell’alfabeto, per lui ,credo, rappresentino semplici segni e forme, come possono essere un cerchio o un triangolo. Partendo da questa premessa, ho pensato ad un percorso giocoso, che lo facesse famigliarizzare con le lettere, con il loro suono, con le lingue straniere, con i colori e con altri elementi preferibilmente naturali. Ma sempre senza imposizioni, proponendo e restando osservatrice. La mia scelta, di seguire la sequenza alfabetica mi sta semplicemente facilitando il lavoro di preparazione di queste attività. Dalla fine di Febbraio e per una quindicina di giorni, siamo partiti dalla A, A come apple, apple come una bella mela rossa.

Il primo giorno siamo stati dal nostro fruttivendolo di fiducia ed insieme abbiamo acquistato una mela per ogni varietà (una fuji, una pink, una renetta, una stark e via dicendo) , quando siamo rientrati Amedeo era molto curioso di osservarle meglio da vicino e riporle nel nostro vassoio della frutta in cucina.

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CATEGORIZZARE
Dividere gli oggetti secondo una data caratteristica per noi adulti è un’attività semplice ma offre ai nostri piccoli la possibilità di affinare, in base alle tappe di sviluppo, questa funzione cognitiva fondamentale che è la categorizzazione.
  • È in rapporto vicendevole con i sensi e il loro utilizzo. In questo caso si è partiti dall’osservazione per poi discriminare le mele in base al colore. Ma è possibile giocare con le molteplici informazioni che tutti i nostri sensi hanno.
  • Favorisce la concentrazione e l’attenzione.
  • Incoraggia l’utilizzo e l’apprendimento di nuove parole e concetti: una mela non solo gialla o rossa, può essere succosa, farinosa, croccante, acidula, dolce…
  • Affina la capacità di analisi, ragionamento e presa delle decisioni.

Il secondo giorno, abbiamo preso le nostre mele ed Amedeo con un recipiente pieno di acqua fresca ed uno strofinaccio le ha lavate per bene, asciugate e divise per colore e tipologia. Alla fine, approfittando dell’orario, ne ha scelta una e l’ha mangiata per spuntino aiutandomi a sbucciarla con un coltellino per bambini.

A OGNI ETA’ IL SUO COLTELLO
I bambini imparano osservandoci, per imitazione e trovano fortemente stimolante “fare come i grandi”. Lavare, pulire, apparecchiare e, perché no, tagliare. Per far tutto questo ogni bambino necessita di sperimentarsi con materiali reali con cui poter imparare, nel caso specifico del coltello, la concentrazione e la prudenza; cosa non possibile con la plastica perché non taglia né si rompe, quindi è meglio usare coltelli reali e adeguati all’età (ad esempio si può iniziare verso l’anno col coltello da burro) col presupposto, fondamentale per la sicurezza, che il bambino sia affiancato da un adulto e sia interessato all’attività.

Il terzo giorno, gli ho fatto trovare sul tavolo due fogli con illustrata la lettera A e sono rimasta in osservazione. Non gli ho chiesto di colorare rispettando i bordi o altro, per me erano esattamente fogli bianchi, se non che riportavano questa misteriosa forma A. Solo alla fine del suo capolavoro gli ho svelato quella era una lettera e che, casualmente, era anche la prima lettera che componeva il suo nome.

INTERESSARSI ALL’ALFABETO
Spesso mi capita di sentire genitori che spingono verso la letto-scrittura in età prescolare ed in effetti, generalmente, i bambini iniziano ad essere interessati alle lettere proprio verso i 4-5 anni. È bene ricordare, però, che ogni bimb* ha i suoi tempi, le sue modalità e i suoi interessi che vanno rispettati. Pertanto, se sono loro a voler riconoscere l’alfabeto, leggere e, perché no, iniziare a scrivere, ben venga rispondere a questa curiosità. Sarà bene farlo in modo ludico, usando il corpo, con fare rilassato. Diversamente questa scoperta, che apre mondi meravigliosi, precorrendo i tempi, rischia di essere frustrante.

Il quarto giorno, ci siamo accorti che una mela era ammaccata e quindi, la mia proposta è stata di utilizzarla come timbro. Una volta tagliata in due, Amedeo l’ha intinta nella tempera ed ha decorato i fogli del giorno precedente.

TUTTO PUO’ ESSERE UTILE
Un’altra lezione che vale la pena imparare da Madre Terra, da bambini come da adulti, è quella che tutto, in Natura, ha uno scopo. Poiché tutto è potenzialmente vita, tutto ha una dignità di utilizzo.
Perché buttare una mela imperfetta? Ci sono una miriade di utilizzi: farne bei timbri è certamente uno di questi. Con le bucce si possono preparare gustose tisane o biscotti, si può mettere la mela nell’acqua per vedere se galleggia, lasciarla semplicemente così e vedere cosa accade, prenderne i semi e averne cura per vederli germogliare. La Natura, allora, davvero è maestra di vita perché è Vita.

Dopo qualche giorno, abbiamo preparato insieme una classica torta di mele ed Amedeo ha partecipato tagliando la mela a pezzetti e versandola nell’impasto. Ovviamente l’attesa che fosse pronta è stata pura magia!

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Il giorno successivo la mia domanda è stata “Da dove arrivano le mele?” La sua risposta è stata già molto soddisfacente: “Dall’albero!” Esatto. Dal melo. Fortuna vuole che proprio all’ingresso del suo asilo troneggi un bellissimo melo, che a Marzo era in piena fioritura. Così insieme al papà, Amedeo lo ha raggiunto ed ammirato. Il giorno successivo, con un sacchetto di carta alimentare, della carta velina rossa ed un pò di colla liquida, abbiamo realizzato il nostro piccolo albero di mele rosse.

CONOSCERE
Tutto può diventare occasione per incuriosire e approfondire. Anche una “semplice” mela!
Come nasce l’albero del melo? Guarda che forma hanno le foglie! E la mela da che parti è composta? Ci sono “animali amici” di questo albero? Toccando il tronco! Le sensazioni e il vocabolario si ampliano in base all’età (una mela può essere piccola, grande, gialla, a puntini…Renetta, Red Delicious, asprigna…), attenzione e memoria attivate. Anche i libri possono venire in nostro aiuto, fornendo spunti e approfondimenti preziosi, ma la vera chiave dell’apprendimento è esserci, ingaggiando le emozioni. Imparo perché qualcuno mi invoglia e perché la cosa mi interessa, mi diverte\mi torna utile e mi fa star bene a maggior ragione se sono un bambino!

Dopo qualche giorno ancora abbiamo letto insieme il divertente libro “Ten apples Up on Top”. Io ho preferito leggerlo in italiano ripetendo qualche parola chiave in inglese, come i numeri. E’ un racconto molto divertente e ritmico che piace ai bambini in età prescolare.

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Il giorno dopo i personaggi del libro hanno trovato posto su alcuni fogli bianchi, che, come accaduto per le lettere, ho sottoposto molto liberamente a mio figlio che li ha decorati come preferiva. Al termine ci siamo divertiti ad incollare delle mele rosse, ricavate da carta colorata ed a contare chi ne aveva di più.

Durante tutte queste attività ma anche come sottofondo al gioco libero, abbiamo spesso ascoltato queste canzoncine:

“La canzone dei colori”, “Red Red Apples”, “Il pesce rosso” e “Colour Therapy: RED”

che Amedeo ha iniziato dopo qualche giorno a canticchiare da solo.

Infine con l’ultima mela rimasta, abbiamo chiuso questo percorso con un occhio rivolto verso il futuro. Abbiamo di nuovo tagliato una mela ed estratto i semini che conteneva. Li abbiamo avvolti in un foglio di carta assorbente e poi bagnati con uno spruzzino. Infine abbiamo messo il tutto in un sacchettino di plastica e riposto in frigorifero, senza dimenticarci di scrivere la data. Dopo 8 settimane, i semini dovrebbero essere germogliati e pronti per andare a dimora in un vaso con la terra per crescere e diventare il “nostro albero di mele”.

 

Arianna

 

 

 

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