Guida alla “routine del sonno” dei bambini

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Torniamo a parlare del sonno dei bambini insieme alla pedagogista Ginestra Moresca, che ci aveva già introdotto all’argomento nel suo primo post

La psicoterapeuta Dilys Daws afferma che «i genitori sono i guardiani del sonno dei loro figli».  Un guardiano è colui che osserva, veglia e difende, in questo caso il buon sonno dei figli. Per renderlo possibile occorre giocare d’anticipo, ossia prepararsi al sonno ben prima che questo arrivi.

Questo avviene, per tutta la famiglia, già durante la giornata: in particolare nelle ore che precedono la messa a letto, attuando – più o meno inconsapevolmente – quella che si chiama igiene del sonno.

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Vediamone alcuni punti:

  • le luci troppo forti (smartphone, tablet, tv – apparecchi che comunque non andrebbero utilizzati prima dei 2 anni) vanno evitate (in particolare le fonti di luce blu) o comunque spente circa un’ora prima di andare a letto. Abbassare l’intensità dell’illuminazione permette un graduale rilascio di melatonina, ormone che favorisce il sonno.
    Per i neonati è utile essere esposti alla luce diurna durante la giornata. Così facendo lo si aiuta nella sincronizzazione dei suoi ritmi con quelli naturali del giorno e della notte;
  • la temperatura della stanza dev’essere fra i 18° e i 20° e il bambino non deve essere eccessivamente coperto ma non deve neppure soffrire il freddo. Bastano pigiama e coperta adeguati alla stagione.
    Se i genitori sono fumatori è necessario areare gli ambienti, specie prima di coricarsi;
  • l’alimentazione è un fattore spesso sottovalutato: è importante evitare bevande e cibi zuccherati che, oltre a non essere salutari, possono portare un abbassamento della glicemia provocando il risveglio durante il sonno; inoltre sarebbe meglio cenare non troppo tardi ed evitare cibi grassi e pesanti.
    Ci sono alimenti che, invece, favoriscono il sonno: primo fra tutti il latte materno, poi latte, formaggio, carne di vitello e uova (la classica tazza di latte caldo prima di andare a letto ha un suo perché);
  • ricerchiamo il silenzio e i suoni delicati: i suoni e i rumori forti infastidiscono, a differenza di una musica rilassante;
  • l’odore del genitore è rassicurante. Anche il profumo della lavanda può distendere ma dev’essere delicato e non usato con i neonati perché gli oli essenziali hanno principi attivi troppo stimolanti per loro.
  • per alcuni neonati e bambini può essere utile un bagnetto o un massaggio prima di coricarsi, ma per altri queste pratiche possono ottenere l’effetto opposto. Sperimentate e valutate quale sia il vostro caso;
  • non sovrastimolare il bambino con un numero eccessivo di attività o dei giochi troppo emozionanti;
  • consentire l’ordine ambientale per cui la stanza sia sistemata e senza troppe sollecitazioni;
  • tenere conto dell’andamento della giornata e dei vissuti del bambino: ogni giorno è diverso è porta con sé pensieri, felicità o timori che possono incidere sulla qualità del sonno, perciò, è sempre positivo ascoltare il nostro bambino. Anche quando è in silenzio o non è ancora in grado di parlare, attraverso il corpo, la gestualità, il tono di voce, comunica le sue emozioni e, stando attenti, possiamo contenerlo nelle sue eventuali difficoltà.

Addormentarsi è per il bambino un momento davvero denso di significato: per attraversare la notte occorre lasciarsi andare nell’ignoto, nel buio, separarsi dalle persone che ama di più e perdere il controllo su di sé e sull’ambiente circostante, sentire la solitudine.
Per affrontare questo viaggio è indispensabile la presenza di un genitore che lo guidi con serenità dandogli tutta la sicurezza di cui necessita per potersi abbandonare al sonno. I rituali che preparano a questo momento sono fondamentali, perché aiutano nel sentirsi più tranquilli consentendo l’anticipazione di ciò che avverrà.

Nel post “Le due R” avevo già illustrato l’importanza delle routine e il momento della nanna non fa eccezione.

Per i bambini è fondamentale poter prevedere mentalmente ciò che sta accadendo, in modo tale da poterlo gestire con un’autonomia sempre maggiore.
Quindi stabilite pure assieme la scansione delle azioni da fare ogni giorno prima di dormire.

SUGGERIMENTI: La routine dev’essere chiara e riproducibile anche in autonomia, compatibilmente con l’età. Per tale motivo è utile, specie per i più piccini, un elenco illustrato o delle tessere con un simbolo. Per esempio: attaccate in bagno delle foto del bambino o delle immagini che rappresentano il lavare le mani; lavare la faccia; lavare i denti e così via.

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Anche per prepararsi al sonno, infatti, è necessario l’ordine, a partire da quello temporale.
L’orario della nanna dev’essere orientativamente lo stesso: né troppo tardi, quando il bambino farebbe fatica a gestire la sua stanchezza, ma neppure troppo presto quando non è stanco per nulla.

SUGGERIMENTI: Come far capire quando è l’ora? È davvero utile avere un segno tangibile dell’arrivo di un dato momento. Per i bambini che sanno leggere l’orologio è più semplice ma per chi riconosce i numeri, per esempio, può essere utile spiegare che “quando la lancetta grossa e corta arriverà sul 9 e quella lunga e stretta sul 12 sarà arrivata l’ora di mettere il pigiamino”. Un altro espediente adatto a tutti è mettere delle sveglie o spegnere una candelina quando arriva il momento di prepararsi o si può ripetere sempre la stessa frase di rito.

Questi rituali più pratici devono essere accompagnati da aspetti e riti più relazionali, affettivi che trasmettano ai nostri figli amore, vicinanza e sicurezza.

SUGGERIMENTI: leggere un bel libro, inventare una storia o ascoltare la stessa dolce ninna nanna sono attività da favorire sin da piccolissimi perché rendono intimo e speciale il momento dell’addormentamento e mettono in pacifica relazione genitori e figli. Inoltre, da credente, consiglio di dedicare un momento alla preghiera, religiosa o laica che sia. Infatti oltre che comunicare affidamento, diviene esercizio di gratitudine nel ricercare la bellezza vissuta durante la giornata. Questo vale anche per i non credenti, chiamate questo momento “il minuto della condivisione” se vi piace di più ed esprimete un pensiero felice con i vostri figli.

 Tutti gli aspetti e le azioni su citate passano attraverso il corpo: soprattutto neonati e bambini più piccoli necessitano del contatto fisico tanto quanto l’aria. Più questo contatto è prolungato, avvenendo attraverso un tocco buono e gentile, più il bambino si sentirà protetto e al sicuro, soddisfatto nel suo bisogno di essere accolto e amato.

SUGGERIMENTI: Sfruttiamo la capacità infantile di apprendere per imitazione anche per quel che riguarda l’addormentamento. Possiamo giocare a “dormire come fanno i grandi”, capire come dormono mamma e papà sarà più facile se al loro fianco hanno un adulto che finge di dormire serenamente o lo è davvero.
Spesso i più piccoli necessitano del genitore sdraiato o seduto accanto a loro, ma ci sono tantissimi bambini che, solo sentendone il respiro o tenendogli la mano, sono altrettanto sereni al sapere che la mamma e\o il papà condividono la sua stanza. Così come altri che, dopo un bel bacio della buonanotte, si addormentano felici abbracciati al loro peluche preferito che magari profuma di mamma e papà. 
In ogni caso quando il bambino chiede la vicinanza fisica non negatela.

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Ogni bambino è unico ed ha necessità diverse.
L’importante è porsi in ascolto, per favorire l’acquisizione di abitudini rispondenti ai suoi bisogni e alle sue fasi di crescita.

Arriverà sempre il momento in cui si manifesteranno degli “scatti di autonomia” …

SUGGERIMENTI: Se nostro figlio vuole dormire da solo, fosse solo per una sera, diamogli fiducia. Dopo aver effettuato la solita routine, rassicuriamolo sulla nostra presenza in caso di necessità e interveniamo in maniera graduale solo quando veniamo richiamati (per esempio possiamo inizialmente verbalizzare che siamo lì, vicino a lui. Se dovesse essere insufficiente potremmo accarezzarlo e\o tenergli la mano, tranquillizzarlo con una nenia… fino al prenderlo il braccio e cullarlo).

… Così come arriveranno quelli di regressione. Prenderne consapevolezza e agire di conseguenza porta a notti più serene per tutta la famiglia.
Anch’esse sono fisiologiche perché legate allo sviluppo psicofisico: la dentizione, i progressi psicomotori come imparare ad arrampicarsi, camminare…Ma legate anche ad ansie, emozioni e paure da elaborare.

Che fare dunque?

  • Per quel che è possibile rendete le giornate più serene e prevedibili in modo tale che vostro figlio arrivi meno carico e più rilassato all’ora della nanna.

Prestare attenzione a come i membri della famiglia vivono eventuali cambiamenti (una nuova nascita, problemi al lavoro, l’inizio della scuola, un lutto o una malattia…).

  • Ascoltare e mediare i vissuti del bambino.
  • Non sgridarlo né lasciarlo piangere nel caso in cui dovesse svegliarsi.
  • Mai sminuire i suoi timori e le sue sensazioni ma neppure rassicurarlo eccessivamente: potrebbe percepire che c’è davvero qualcosa di cui preoccuparsi.
  • Rivedere il rituale serale per calibrarlo in base alle nuove esigenze del bambino.
  • Date l’esempio: create tempo e spazio quotidiani in cui raccontare i nostri vissuti, come ci siamo sentiti durante la giornata; i vostri figli saranno facilitati nel fare altrettanto.

SUGGERIMENTI: Spesso, a fronte degli scombussolamenti che vive, il bambino cercherà di trovare conferme del vostro amore ma se percepisce una mancanza -anche solo immaginata- può mettere in atto comportamenti compensativi. Confortate vostro figlio e dite che gli volete bene, sempre e comunque.

Fate emergere i vissuti tramite i disegni, costruzioni o, se il bambino è già in grado di scrivere, può essere utile fargli tenere un diario personale.
Scaricate le tensioni con un po’ di attività fisica. Leggete dei libri a tema (sempre senza esagerare) in cui il protagonista supera i suoi timori.
Trovate dei riti personali per scacciare le paure.

Ad esempio, inventate formule magiche, spray scacciamostri (profumati alla lavanda perché no), giocate a far finta di non aver paura o di essere degli “acchiappa paure” che catturano i mostri -o chi per loro- che non lasciano dormire il vostro bimbo… E parlate di come avere paura sia normale, di quella volta che anche voi avete avuto paura ma che poi è passata come qualsiasi cosa spiacevole.

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 Il percorso verso un sonno sereno e autonomo è lungo e non sempre facile, ma con pazienza e amore, tutti i bambini – e i loro genitori- arrivano al traguardo.

L’accoglienza, l’ascolto, le abitudini costanti, il rispetto e la fiducia reciproci sono la chiave per raggiungerlo. Non mi resta che augurare sogni d’oro a tutti!

Ginestra Moresca

 

 

 

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