La teoria della ghianda

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Quante volte i vostri bambini durante una passeggiata al parco hanno raccolto una ghianda e l’hanno custodita in tasca come un piccolo tesoro? Mio figlio lo fa spesso, lo facevo anche io quando ero piccola: rientravo dal giardino della mia scuola con le tasche piene di ghiande. Da adulta, quando ho sentito nominare “La teoria della Ghianda” di Hillman ho avuto subito uno slancio di curiosità per scoprire di cosa si trattasse.

Ed è stata una scoperta portentosa.

La ghianda è quel piccolo frutto che da origine al voluminoso e possente albero della quercia. Partendo da questa osservazione, James Hillman, psicologo analista americano, sviluppa l’idea che dentro ognuno di noi sia presente un’unicità, un talento innato, un daimon proprio come nella quercia è contenuta la piccola ghianda da cui essa origina. Da una ghianda nasce sempre una quercia e mai nessun altro tipo di albero. La nostra ghianda è la vocazione che ci porta a realizzare il nostro talento e questo aspetto si manifesta più liberamente durante l’infanzia. Crescendo spesso ci dimentichiamo della nostra ghianda e ci lasciamo condizionare da tutti i fattori esterni legati alla socialità ed alla famiglia. E allora ditemi, chi di voi non vorrebbe trovare la propria ghianda? Qualcuno ci è riuscito, qualcuno ci sta riuscendo, altri, forse non ci riusciranno mai.

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Ma oltre a lavorare su noi stessi per capire che fine abbia fatto la nostra ghianda, come genitori noi abbiamo il privilegio di osservare ed accompagnare i nostri figli perchè non perdano la sintonia con i loro talenti, con il loro soffio vitale innato dalla nascita. Dobbiamo focalizzarci sulle vocazioni personali dei nostri figli e lasciar loro lo spazio di svilupparle. Non soffochiamo il daimon dei nostri bambini con un regime di attività extra-scolastiche programmate da noi. Lasciamoli  semplicemente liberi e restiamo in osservazione, presenti ma non soffocanti.

I bambini esprimono i propri talenti e le proprie inclinazioni soprattutto attraverso il gioco. Per questo è molto importante lasciar loro tanto tempo per giocare e ricreare un ambiente adatto perchè questo avvenga. I genitori in tutto questo, restano in ascolto con un atteggiamento non giudicante. Questo ci permetterà di assistere al miracolo di vedere nascere e crescere una quercia da una piccola ghianda.

Ora due attività, una dedicata a voi adulti ed una per i bambini.

Per gli adulti.

Mettetevi in posizione comoda e confortevole, staccate il telefono. Ritagliatevi del tempo per entrare in connessione con la parte più profonda di voi. Successivamente quando vi sentite tranquilli, iniziate l’ascolto di questo audio per la Meditazione della Quercia:

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Per i bambini.

Dai 3 ai 6 anni

Con una passeggiata raggiungiamo la quercia più vicina alla nostra casa. Sediamoci vicino alle sue radici ed osserviamola, proviamo ad abbracciarla per capire quanto è grande e possente, guardiamo verso l’alto ed osserviamo i suoi rami e le sue foglie. Appena rientrati a casa divertiamoci a far diventare il nostro corpo un albero: le tue braccia possono essere dei rami? E i piedi delle radici? La tua testa può essere la chioma? Come ci muoveremmo se arrivasse un forte vento? Da cosa è nata la quercia? Se ci rannicchiamo per terra forse possiamo essere il seme….

Dai 7 anni

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Diventate esploratori ed attraverso i genitori, i nonni, i vicini di casa iniziate la vostra ricerca: c’è una quercia nel vostro paese? Dove si trova? Organizzate un’uscita per andare a trovare la quercia più vicina a casa vostra. Per poterla misurare portate con voi dello spago o una corda con un nastrino colorato. Una volta arrivati iniziate l’osservazione, aiutandovi con un block notes per gli appunti: misurate la circonferenza e legate il nastrino come promemoria (una volta a casa aiutandovi con il metro, potrete calcolare la misura perfetta). Com’è la sua corteccia? Liscia o rugosa? Che forma hanno le sue foglie e di che colore sono? Come sono i suoi fiori? E’ una pianta che emana un profumo particolare?  Ci sono i frutti, ovvero le nostre celebri ghiande? Infine scattate una foto. Una volta rientrati, con l’aiuto dei vostri genitori e di libri sugli alberi, se ne avete in casa, preparate la vostra scheda sulla quercia.

 

Arianna

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