La Fase 2 dei bambini – distanziamento e relazioni –

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Qualche giorno fa abbiamo iniziato il nostro “viaggio” nella Fase 2, una sorta di “manuale per genitori” che invitasse alla riflessione con qualche piccolo suggerimento per affrontarla al meglio con i nostri figli.

Se vi siete persi la prima parte, potete leggerla cliccando qui “La Fase 2 dei Bambini – gradualità e mascherine”

Oggi, Ginestra Moresca , pedagogista ed educatrice, affronta altri due temi caldi di questa fase: il distanziamento sociale e le relazioni.

DISTANZIAMENTO SOCIALE

L’ultimo DPCM prevede che ci si possa ritrovare fra congiunti mantenendo la distanza di almeno un metro e con l’obbligo delle mascherine. Lungi da noi istigare alla trasgressione di queste norme ma è bene utilizzare il buon senso: per un bambino è pressoché impensabile pensare di rivedere i nonni o i cuginetti dopo mesi e non poterli riabbracciare, baciare e toccare. Ma anche se così non dovesse essere non rimaniamoci male; non sarà complesso, col tempo, riallacciare il loro legame.
Accompagniamoli al recupero del contatto, fisico ed emotivo, in modo costante e graduale.

Intanto cerchiamo di coltivare questo contatto ora, sfruttando i mezzi che abbiamo a disposizione, lettere comprese per esempio. Per i più piccoli videochiamate e cellulari andranno usati con moderazione: non conoscendo le regole dell’interazione virtuale, la comunicazione può risultare ancora più difficoltosa oltre ad essere già fortemente deficitaria rispetto a quella in presenza. I bambini hanno bisogno di toccare, vedere, condividere per apprendere, comunicare e crescere anche per questo spesso sono emozionatissimi, non parlano, perdono attenzione dopo poco. Quindi valutate quanto sia il caso di forzare la mano nel caso in cui il bambino dovesse mostrarsi reticente all’uso di smartphone, tablet e pc.
Due suggerimenti per zii, nonni, cugini e amici tutti:

  • Dopo aver stabilito un appuntamento effettuate la videochiamata\chiamata per fare delle attività condivise (meglio con poche persone alla volta): leggere un libro, preparare la merenda insieme, fare un disegno in contemporanea, una caccia al tesoro…o anche solo guardarsi nel condividere il momento, senza la necessità di parlare;
  • Utilizzate degli “oggetti àncora”: oggetti che parlano del vostro rapporto e potete richiamare alla vostra memoria ed esperienza condivisa (per esempio si può mandare una foto con il libro che leggete sempre a vostro nipote e poi un vocale mentre lo leggete).

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Molti bambini stanno manifestando paura ad uscire: rassicuriamoli, non è pericoloso. Anzi, sempre con le solite precauzioni, è consigliabile. Stare all’aria aperta fa bene, anche quando il tempo non è dei migliori. Teniamo le finestre aperte: non chiudiamo ulteriormente il mondo ai bambini. Loro necessitano, più di noi, di sapere che la vita è sì un po’ cambiata ma il mondo esiste ancora, è lì. Necessitano di sapere che possono ancora essere e fare i bambini, che tutto passerà, magari non subito, e che usciranno, andranno al parco giochi e si sporcheranno, incontreranno gli amici senza paura di potersi ammalare.

Mi preme rassicurare le neomamme o mamme di bimbi con poco meno di due anni: i vostri bimbi stando con mamma e papà hanno tutto ciò di cui hanno bisogno.

STARE NELLE RELAZIONE

Vivere in questi mesi di pandemia ha portato alla luce numerose criticità ma anche molteplici risorse. Si dice sempre che i bambini hanno mille capacità ed è vero ma occorre pur sempre qualcuno che aiuti a farle emergere. Questo è il nostro compito. Sentiamo spesso parole come resilienza, coping, empowerment e vorremmo che i nostri figli sapessero mettere in atto tutte queste strategie. Sono certa che le hanno e le avranno, ancor di più se potranno seguire le orme di buoni maestri.

Siamo noi adulti, come sempre, a dover essere la base sicura, quella in grado di gestire la situazione anche in casi di forte incertezza come questo. Affrontiamo in primis le nostre ansie e paure per poter vivere in modo più equilibrato questo periodo. Stando attenti a non “sanitarizzare” troppo i nostri rapporti, a non trasmettere la fobia del contagio e degli altri.

Non è semplice, lo sappiamo ma la soluzione è lì, nella relazione con noi stessi, con i nostri bambini e con gli altri.

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In questo, verbale o non verbale che sia, il racconto di sé è uno strumento fondamentale:

  • quando siamo stanchi, stressati, preoccupati o arrabbiati diciamolo, non facciamo finta di niente. Può essere utile esplicitare di aver bisogno di un momento di solitudine e tranquillità per far passare la rabbia, per esempio;
  • Mai banalizzare o sminuire le paure e le emozioni che il bambino ci rappresenta, anzi è bene portarle in superficie per affrontarle e superarle insieme.
    In questo periodo emergono paure forti come quella della malattia, della morte, della solitudine. Incoraggiamo i bambini a parlarne, con lo strumento che gli è più consono, facciamo in modo che si sentano sollevati nel sapere che mamma e papà ci sono e rispondono in modo semplice e onesto a tutte i dubbi.
    È utile condividere le proprie sensazioni col bambino (ad esempio: “Mi sembri triste oggi, parliamone”, “Sai anche io mi sono sentito così quando…”, “Oggi mi sento preoccupata\ho paura di…è passato in questo modo…”);
  • Validare le emozioni meno piacevoli comporta una riduzione del loro impatto negativo: accogliendole e trasmettendo sicurezza nel fatto che passeranno.
  • Con i più piccoli, specie se stanno vivendo un momento di regressione, è bene mostrarsi accoglienti e accettare la richiesta di maggior vicinanza.

L’atteggiamento di noi genitori, insomma, è fondamentale anche durante questa fase 2.
Viviamola con impegno e fiducia, per insegnare che gli imprevisti e le incertezze fanno parte della vita ma sta a noi farne occasione di potenzialità. Non solo per i bambini.

 

Vi aspettiamo per l’ultima parte di questo “viaggio nella Fase 2” con proposte concrete di attività e giochi da proporre ai vostri bambini

A presto!

Arianna

Illustrazioni di Martina Salvatore

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