Il sonno del bambino e la pipì a letto

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Prosegue il nostro speciale sul sonno dei bambini in collaborazione con Sottocoperta. Oggi la nostra psicologa, Silvia Puricelli, affronta il tema dell’enuresi notturna.

Con Enuresi si intende l’emissione attiva completa e incontrollata di urine da parte del bambino (e in alcune situazioni specifiche anche dell’adulto) che può essere sia volontaria che involontaria. Per considerarsi degna di osservazione e eventualmente trattamento è necessario che:

  • L’età cronologica del bambino sia di almeno di 5 anni
  • La frequenza degli episodi sia di almeno due volte alla settimana per almeno tre mesi consecutivi
  • Ci sia compromissione del funzionamento sociale o in altre aree importanti o vi sia del disagio clinicamente significativo.

L’enuresi può essere diurna o notturna. In questa sede ci occuperemo di quella notturna, più frequente e diffusa.

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Spesso accade che un bambino possa acquisire il controllo sfinterico diurno ma non contemporaneamente quello notturno. Solitamente il controllo sfinterico notturno viene acquisito in un tempo successivo anche importante. Fino ai 5 anni di età (e secondo alcuni esperti anche fino agli 8) l’enuresi è da considerarsi fisiologica. L ’enuresi notturna nel bambino compare circa dopo un’ora dall’addormentamento. Ciò dipende dalla particolarità delle caratteristiche del sonno del bambino che differiscono da quelle dell’adulto.

Il sonno di grandi e piccini è caratterizzato da alcune fasi che si susseguono, in particolare gli studi con EEG hanno evidenziato due fasi principali del sonno:

  • La fase del sonno paradosso (così chiamata perché le onde cerebrali in questa fase sono simili a quelle emesse durante la veglia,) durante la quale avvengono i movimenti oculari (Rapid Eye Movement – REM) ed è presente un rilassamento del tono muscolare, tranne che nel lattante fino ai 2 anni.
  • La fase del sonno calmo o lento, con onde lente all’EEG e privo di attività motoria.

Durante il sonno si osserva un alternarsi periodico di queste fasi: il REM succede solitamente alla fase di sonno lento e profondo. Durante il REM si verificano i sogni, nella fase di sonno lento avviene una ricostituzione energetica.

Alla nascita il sonno paradosso occupa circa il 50% del tempo dedicato al sonno. Questa percentuale si riduce poi molto progressivamente per raggiungere, in età adulta, il 20%. La durata media di un ciclo di sonno (REM + sonno paradosso) è di 60 minuti nel bambino e di 90-120 minuti nell’adulto. Il sonno lento si osserva principalmente nelle prime 4 ore di sonno, mentre il REM prevale alla fine della notte.

Nel lattante e nel bambino (fino ai 2 anni) si osserva una fase REM precoce tra i 30 e i 45 minuti dopo l’addormentamento. Nel bambino più grande il REM sopraggiunge dopo circa 120 minuti con una prima fase di sonno paradosso atipica e incompleta. Questa potrebbe essere una causa delle fragilità del primo sonno del bambino e delle situazioni particolari come l’Enuresi che si presenta solitamente poco prima della fase REM, interrompendola. Per questo l’enuresi notturna nel bambino compare circa dopo un’ora dall’addormentamento.

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Rispetto alle cause dell’enuresi, così come per tutta la sintomatologia che riguarda il corpo, vi è una stretta interazione tra diversi assi: l’asse delle relazioni famigliari e quello dello sviluppo psicoaffettivo del bambino. Escluse le cause organiche (immaturità neuromotoria della vescica che si è visto può avere trasmissione ereditaria), spesso l’eziologia dell’enuresi risiede in grandi cambiamenti intervenuti nella vita del bambino (nascita di un fratellino, ingresso alla scuola primaria, cambio di casa o paese…) o in eventi traumatici che il bambino può aver sperimentato all’esterno della famiglia (catastrofi naturali, bullismo, incidenti…) o all’interno (violenza domestica, trascuratezza emotiva…).

A volte l’enuresi notturna è legata a un bisogno eccessivo del bambino di controllo diurno di sé e dell’ambiente, spesso associato a un senso di insicurezza interno o un senso del pericolo esterno, che abbandona totalmente nel sonno, rilasciando completamente anche gli sfinteri. In questi casi è necessario un intervento specialistico sul bambino e sul suo ambiente famigliare che possa ripristinare il senso di sicurezza.

Silvia Puricelli

psicologa e psicoterapeuta EMDR

www.silviapuricelli.it

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