La “Fase 2” dei bambini – gradualità e mascherine –

Eccola, è arrivata, la tanto attesa “Fase 2”!

Conosciamo già le novità introdotte dal nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ma è innegabile che permanga, seppur in misure diverse, la preoccupazione per i nostri bambini.
La deprivazione del contatto, della socialità, le routine interrotte, la nostalgia della natura e degli spazi aperti hanno ed avranno innegabili ripercussioni sul loro sviluppo e sui processi di socializzazione ma, almeno per ora, non possiamo essere pienamente a conoscenza della loro reale portata.

Per questo l’intento di questa serie di articoli non è quello di dare soluzioni ma offrire, per quel che possibile, una cornice di senso con delle “finestre di riflessione”, e dei piccoli suggerimenti per poter affrontare anche questa fase ma anche degli strumenti pratici, perciò, come si suol dire, stay tuned!

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Parola d’ordine: GRADUALITÀ.

Crediamo sia bene ricordarlo,  e non ci stancheremo di ripeterlo, “fase due” non significa “Tana liberi tutti!” ma può essere l’occasione per poterci arrivare, in sicurezza, a tempo debito. Ognuno di noi, giorno dopo giorno, anche con fatica, ha istituito una nuova quotidianità fatta di vecchi e nuovi riti. Non possiamo destrutturarla improvvisamente, sarebbe un altro cambiamento troppo grande ed improvviso per i nostri bambini. Perciò anticipiamo, per quel che possibile, ciò che avverrà da adesso fino a nuove disposizioni.

Tornare improvvisamente alla nostra vita per come era prima dell’inizio dell’emergenza è un’utopia. Alcuni di noi riprendono ora a lavorare con non poche difficoltà organizzative, altre madri si troveranno a dover badare ai piccoli senza l’aiuto dei papà, dei nonni e delle baby sitter. I week-end non saranno fatti ancora di pranzo dai nonni o di pizza con gli amici, parco giochi o gita fuoriporta. Insomma, qualcosa cambia ma non troppo. La gradualità ci aiuta anche ad instaurare nuovi ritmi ed a ricominciare a riprenderci nuovi spazi, e questo vale anche per i bambini. Il consiglio pratico è commisurare il tempo trascorso in casa in questi ultimi 2 mesi e ritagliarsi gradualmente e cautamente occasioni per uscire sempre più spesso. Chiudersi in casa ad oltranza e uscire dal mattino alla sera sono estremi che non aiutano nè voi, nè gli altri ad arrivare ad una Fase 3.

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RISPETTO DELLE REGOLE! SI, MA QUALI? E COME?

Lava le mani, metti la mascherina, togli la mascherina ma non toccare, stai a distanza…Immaginate cosa debba essere per i più piccoli affrontare tutto questo senza avere la completa cognizione di quel che accade.

La Montessori (quante ne sapeva!) affermava un principio sempre valido: poche regole, chiare e sostenibili.

Innanzitutto, è bene che siano gli adulti i primi ad aver chiari i principi da seguire, a maggior ragione se questi hanno carattere provvisorio, e solo dopo coinvolgere i bambini tenendo conto di alcuni punti:

  • I bambini imparano per imitazione, perciò, il nostro esempio è per loro l’insegnamento più grande;
  • Proporre esempi positivi: a partire dal nostro, e da quello di tutte le persone care al bambino;
  • I bambini sono naturalmente portati ad avere cura dell’altro, basti pensare ai fratelli o, nelle scuole, ai bambini più grandi che prendono sotto la loro ala protettiva i più piccini;
  • Diamo una motivazione valida: una regola è seguita meglio quando se ne comprende il senso e non è un mero obbligo.
  • Non carichiamo di eccessive responsabilità i bambini che sono… pur sempre bambini.
  • È importante riconoscere e accettare le difficoltà del momento

Stabiliamo in questi primi giorni della Fase2 come vogliamo comportarci in famiglia e fuori. Discutiamone in coppia e poi rendiamone partecipi i bambini con modalità adeguate in base alla loro età: i più grandi possono reggere bene le nostre spiegazioni mentre per i più piccoli cerchiamo di essere d’esempio e più elastici. Se non ci sentiamo sicuri di poterli tutelare adeguatamente, evitiamo di portarli con noi nei luoghi chiusi, ad esempio, riflettiamo e posticipiamo l’occasione.

Ma come si declinano questi concetti ai tempi del coronavirus e della fase 2?

Oggi vogliamo approfondire il tema delle MASCHERINE, nei prossimi giorni affronteremo insieme i temi della RELAZIONE e del DISTANZIAMENTO SOCIALE.

Adesso l’obbligo di indossarle è valido per i bambini dai 6 anni in su (per quelli con meno di 2 anni gli esperti sostengono che non debbano essere usate causa rischio di soffocamento), fermo restando che, essendo una protezione in più, il loro uso è fortemente consigliato nei luoghi chiusi.
Dopo aver spiegato e mostrato con calma l’utilizzo della mascherina, non è il caso di rimproverare il bambino se non volesse metterla o dovesse usarla scorrettamente ma rinforziamo i comportamenti positivi e corretti. Consideriamo sempre che ogni bambino apprende e cresce attraverso il tatto, dunque, per lui sarà davvero molto difficile rimanere con le mani in mano e non toccarsi il viso. Sarebbe controproducente imporre una cosa di difficile comprensione e attuazione. I bambini stanno già rinunciando all’essenziale: deve esserci un equilibrio tra le richieste che facciamo e le loro capacità.

È più indispensabile che sia l’adulto ad usare la mascherina nel modo corretto e che vengano prese da tutti le misure di prevenzione fondamentali quali il lavaggio prolungato delle mani e il distanziamento sociale.
Può rivelarsi utile dare un tempo limitato di utilizzo della mascherina e fare in modo che questo tempo sia commisurato alle capacità del bambino.

Inoltre, a livello educativo la mascherina ci consente di fare un passaggio pedagogico a mio avviso formidabile: “Metto la mascherina per proteggere l’altro”. È bellissimo! La legge esiste per tutelare e scelgo di rispettarla per il bene collettivo che è anche il mio: io sono l’altro. Compio un gesto, pure fastidioso e limitante, pensando alle altre persone prima che a me.
Se questa pandemia riuscisse a far fare a tutti questo passaggio di mentalità dall’io al tu, che altro non sono che il noi, sarebbe la vittoria più grande. Ci chiediamo spesso come possiamo insegnare ai nostri bambini la generosità e l’altruismo, il senso della comunità, la responsabilità, ecco, ci è stata offerta una grande occasione d’apprendimento e miglioramento. Sappiamo che può sembrare assurdo o idealista pensare a questo momento come opportunità ma noi grandi abbiamo la responsabilità e il compito di pensarlo. Per il bene di tutti i bambini.

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Far accettare la mascherina ai bimbi più piccoli, può non essere un compito facile. Diciamocelo chiaramente, anche per noi adulti è un bell’impiccio ed in vista del caldo che andrà aumentando, risulterà sempre più fastidiosa. Immaginiamo per i bambini. Quindi teniamo ben presente che la mascherina NON E’ OBBLIGATORIA FINO AI 6 ANNI D’ETA’ ma anche noi vi consigliamo vivamente di utilizzarla nei luoghi chiusi. All’aperto, invece, privilegiate vie non troppo di passaggio ed ovviamente le aree verdi, così non si renderà necessario indossare la mascherina.

Un trucco per rendere più simpatica la celebre mascherina

“Mio figlio ha 4 anni e non ha preso molto bene l’utilizzo della mascherina, ha avuto una fase iniziale di rifiuto. Per cercare di farlo famigliarizzare con questa novità ho dato un valore all’oggetto, cogliendo l’occasione della distribuzione da parte del Comune: “Guarda, il sindaco della nostra città ha inviato una mascherina da super eroe a tutti i bambini, perchè devono proteggere gli altri bambini ogni volta che escono di casa”. Lo stratagemma della missione importante ha funzionato e la mascherina è stata accettata. Al momento la sterilizziamo e conserviamo in un luogo segreto 😉 fino alla prossima missione. Un’alternativa è acquistarne un modello del colore preferito oppure permettere al bambino di portare con sè il suo pupazzo , ovviamente munito di mascherina. Come tutti i super eroi, individuiamo insieme ai nostri bambini gli elementi “magici” dei beniamini dei piccoli ed immaginiamo con loro che anche la loro nuova mascherina abbia il super potere di non fare ammalare gli altri.” (Arianna)

Vi aspettiamo per continuare a parlare della Fase 2 dei bambini nei prossimi post!

Ginestra Moresca -pedagogista-

contributi in verde di Arianna Bosio -Baby Sempione-

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. laura ha detto:

    ben fatto!!!

    "Mi piace"

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