L’isolamento dei bambini ai tempi del COVID-19

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Mi sto annoiando, non ho voglia, ho detto di no, lo voglio, decido io, non ti ascolto, non mi piace, non ho voglia di fare niente

 In questo periodo di quarantena avete sentito più spesso del solito dire ai vostri bambini frasi come queste?

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Così come per noi adulti anche peri bambini l’interruzione della routine quotidiana, l’isolamento sociale e la scarsa possibilità di movimento possono determinare una maggiore difficoltà di autoregolazione degli stati interni, sforando le soglie della finestra di tolleranza sia verso l’alto (iperattivazione) con irritabilità, fatica a tollerare la frustrazione, esplosioni emotive apparentemente immotivate, agitazione psicomotoria, sia verso il basso (ipoattivazione) con apatia, anedonia (difficoltà a sentire e esprimere emozioni), passività, stanchezza fisica. Queste reazioni al periodo di stress sono assolutamente fisiologiche, tuttavia dobbiamo cercare di contenerle e elaborale insieme ai nostri bambini in modo che possano nel tempo rientrare e non essere sopraffacenti.

Ecco un elenco riassuntivo dei comportamenti possibili dei vostri bambini:

 

  • “aumento dei capricci” in generale e prima di andare a letto
  • atteggiamenti rumorosi
  • comportamenti regressivi: comportarsi come bimbi più piccoli, enuresi ed encopresi, richieste di farsi aiutare nel vestirsi o mangiare anche se lo hanno già imparato
  • cambio del tono dell’umore: passare da calma, buon umore all’essere giù di tono, particolarmente lagnosi, piagnucolosi
  • iperattività con movimenti veloci
  • iperattività con irritabilità
  • disturbi del sonno: difficoltà di addormentamento, risvegli notturni e/o precoci
  • difficoltà di concentrazione: passare da un’attività ad un’altra

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Le routine, gli sport, le interazioni con i pari, il movimento fisico aiutano il bambino ad regolare gli stati emotivi, non essendo ancora in grado di utilizzare altri tipi di strumenti che il cervello di un individuo adulto possiede. È molto importante quindi in questo periodo di stress poter supportare i nostri piccoli attraverso strategie di accudimento, condivisione e gioco che li aiutino nel processo di regolazione emotiva.

A tale scopo ci vengono in aiuto molte indicazioni fornite da un recente (anni ’80) approccio alla psicoterapia e al trattamento del PTSD (Disturbo da Stress Post Traumatico) denominato Psicoterapia Sensomotoria, i cui esperti hanno elaborato alcune linee guida a sostegno dei genitori e dei loro bambini in questo delicato periodo di vita, dando particolare rilevanza al corpo, ai suoi movimenti e alle posture come strumento di benessere e regolazione degli stati emotivi. Proviamo a vederne insieme qualcuno.

L’albero – esercizio di radicamento

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Appoggiate bene i piedi per terra, sentite che tutto il piede appoggia sul pavimento. Provate a immaginare che al posto del pavimento ci sia della terra, pensate quanto nutrimento dà alle piante, agli alberi e ai fiori. Immaginate di essere una quercia, assumetene la postura insieme al vostro bambino. Dovete sapere che, mentre la quercia cresce piano piano, le sue radici entrano in profondità nella terra chela nutre. Immaginate di far crescere le vostre radici per sentirvi connessi alla terra e per trovare l’equilibrio, sentite la forza che viene dalla terra che nutre, proprio come fanno gli alberi.

Respirare pensieri felici

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Mettetevi in piedi con il vostro bambino e prendete tre respiri profondi e poi espirate l’aria contando fino a tre. Adesso, prima di inspirare dite: “Inspiro il sole”, e prima di espirare dite: “Butto fuori le nuvole.” Dovreste inspirare qualcosa di felice e positivo, e buttare fuori quello che vi rende tristi. Potete fare un elenco con il vostro bambino di cose positive da mettere dentro, e cose negative da buttare fuori.

Esempi che potete usare sono:

  • Inspirate l’amicizia/buttate fuori la solitudine.
  • Inspiratela felicità/buttate fuori la tristezza.
  • Inspirate il coraggio/buttate fuori la paura.
  • Inspiratela gioia di passare del tempo insieme/buttate fuori il dispiacere che non si possa uscire.

Gli animali

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 Iniziate il gioco chiedendo al bambino qual è il suo animale preferito e quali sono le sue qualità, poi dite il vostro. È utile identificare incontri passati con l’animale, se ce ne sono, potrebbero fornire un’esperienza più tangibile e sensoriale per il bambino (es. il leone allo zoo). Una volta che avrete individuato le qualità, identificate le sensazioni e come il corpo comunica queste sensazioni positive. Incoraggiate il bambino a immaginare come si potrebbe sentire ad avere le qualità dell’animale, come la forza, il potere, la giocosità, e la calma. È importante enfatizzare l’uso speciale di queste qualità in modo che non siano usate per ferire o fare del male.

Esempio: sentire la forza del leone, non l’aggressività.

A turno rappresentate fisicamente l’animale che avete scelto, l’adulto per primo in modo da fare da specchio al bambino.

Esempio: fare il verso del leone, e poi dire come ci si sente nel corpo (mi sento forte nelle gambe e nelle braccia ecc.)

 

Silvia Puricelli

Psicologa Psicoterapeuta EMDR   

  www.silviapuricelli.it

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. NAIROBI TRONCOSO ha detto:

    Una buona idea brava mi e piaciuto molto proverò a farlo. Buona giornata

    "Mi piace"

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